Bologna-Istambul

 

 

Bologna, 29 Aprile 2005,

Sette in totale.

Sette amici affiatati, con la voglia di vedere nuovi paesi e nuove persone, ma, soprattutto, di farlo a bordo della motocicletta.

Tutte rigorosamente BMW, ognuno con un modello diverso.

Il gruppo è composto da:

Paolo Biondo, 29 anni con una R1150R.

Marco Bortolotti, 33 anni con una K100.

Mauro Chieffo, 30 anni con una GS Adventure 1150.

Stefano Nassetti, 33 anni con una GS 1150.

Francesco Nassetti, 31 anni con una 1100 S

Roberto Vanzini, 32 anni con una R 850 Parigi Dakar.

il sottoscritto, Lorenzo Venturi, 29 anni con una R 850 R.

L’assortimento quindi c’è e per tutti i gusti.

Dieci giorni a disposizione dalla partenza da Bologna al rientro.

La voglia di raggiungere il suolo straniero è enorme.

Lo scopo è viaggiare per la Grecia il più possibile spingendosi come obiettivo fino ad Istanbul.

Facciamo il pieno e raggiungiamo Ancona, dove alle 16 un traghetto battente bandiera greca, della compagnia Anek, parte per Igumenitsa.

Il pernottamento in sacco a pelo, nonostante la bassa stagione, non viene agevolato dal personale di bordo che vuole evitare troppi “accampati”; la sala per chi viaggia in poltrone è inavvicinabile e la puzza tiene lontano chiunque, fortunatamente troviamo alloggio, chi sui divani del bar di prua, chi per terra vicino alle scale.

Puntualissimi arriviamo a destinazione.

 

Finalmente il vero viaggio ha inizio.

Ci riforniamo all’unisono sul lungomare e imbocchiamo la strada che porta a Ioannina, un paesino affacciato su un lago.

Le strade sono fantastiche, di montagna ma con un asfalto e raggi di curva che permettono di piegare la moto parecchio a velocità discrete.

Dopo un centinaio di chilometri ci fermiamo per un break a Metzovo.

Il benzinaio, un belga sposato con una greca, rimane affascinato dal gruppo e dalla varietà di modelli di moto e non fa altro che chiacchierare, scambiando sigarette locali con italiane.

Ci consiglia di stare molto attenti da quel punto in avanti poiché il fondo stradale peggiora.

Ringraziando “dell’ospitalità” riprendiamo il cammino con direzione Grevena.

Notiamo alla prima curva come l’asfalto peggiori radicalmente, con buche, ghiaia e sassi franati dalle pareti o persi dai tir.

Sono tanti i camion che frequentano queste strade, ma, spezzando una lancia a loro favore, sono tutti partecipi alla gioia del motociclista, salutando ad ogni incrocio e agevolando i sorpassi: freccia a sinistra per comunicare che nel senso opposto arrivano veicoli e freccia a destra per dare il via libera al sorpasso. Averne di autisti così!!!

L'altitudine aumenta e, in una sosta per qualche foto, non possiamo fare a meno di immortalare la neve che ricopre le cime delle montagne.

Neve sulle cime

La temperatura diminuisce parecchio ed il guardaroba da noi preparato, prevalentemente primaverile/estivo, si rivela sbagliato.

Arriviamo finalmente a Grevena, percorrendo tragitti divertenti.

Ci fermiamo nella piazzetta principale di questo piccolo paesino per pranzare.

Il borgo meriterebbe una sosta prolungata per la quantità di ragazze presenti.

Da qui, tramite un’autostrada dritta e ottimamente asfalta, raggiungiamo in poco meno di due ore Salonicco, da dove scendiamo nel famoso tridente lungo la costa.  La carreggiata è a due corsie, la velocità media buona, ma raggiungere Toroni richiede ancora un’oretta abbondante.

Arriviamo giusto al tramonto quando colori vivaci iniziano a tingere il cielo.

La spiaggia non è lunghissima e in questo periodo è deserta.

Qualche villetta adibita ad albergo si affaccia sul litorale.

Pernottiamo allo STUDIOS PANAGIOTA: 30€ per dormire in monolocali attrezzati di fornelli, circondati da un accogliente giardino confinante con la spiaggia.

La piccola località offre diversi ristoranti a buon prezzo.

La gente è molto cordiale, quasi familiare direi e al momento della partenza, il mattino seguente, con enormi sorrisi ci dedicano un saluto.

Ripartiamo quindi per il Monte Athos, purtroppo non raggiungibile con mezzi propri, ma solo accompagnati da guide o via mare.

Essendo il giorno della loro Pasqua, quest’anno coincidente con il 1°Maggio, non ci è dato di raggiungere la meta, riusciamo però a scorgerene l'imponenza da lontano, lungo la litoranea, da cui ammiriamo un panorama eccezionale.

Tanto eccezionale quanto lo stile di guida che riusciamo ad impostare grazie ad un buon asfalto e invitanti curve e saliscendi.  Attenzione però… Capre e pecore possono presentarsi da un momento all'altro e senza preavviso!!!

Capre e pecore sulle strade

L’Adventure,  moto eccellente in generale e, con la K100, dotata di una autonomia superiore, di dimostra molto pesante in percorsi cittadini o come questi, in cui stop improvvisi in curve con dislivelli possono sbilanciare eccessivamente il peso.

Passiamo da Xanti e Comodini prima di giungere a Maroni ma qui, sinceramente, ci aspettavamo di meglio sia a livello di spiagge che di alloggio.

Troviamo solo due hotel con prezzi che si aggirano sui 40€ a testa ma non ci preoccupiamo eccessivamente essendo solo una sosta tecnica.

Ceniamo al ristorante di fronte dove le specialità locali e pesce fresco non mancano.

La mattina, una controllata alle moto e si riparte.

La stradale 1100S, rivela il consumo d’olio più elevato, con il livello già completamente sotto l’oblò indicatore; ancora a metà la GS 1150 e ben a ¾ l’850R. Tutto comunque nella norma e partiamo per Alessandropoli arrivando, tramite autostrada, al confine.

Consiglio: al confine non ci sono distributori di benzina verde e, sia per costo al litro, sia per il tasso di cambio, conviene fare il pieno in Grecia.  Il controllo doganale richiede, se va bene, circa un ora e mezza (in moto, schivando le code), tutto per pratiche burocratiche con lunghe file agli sportelli.

Confine Grecia-Turchia

Chi ha un mezzo non intestato a se stesso ma per esempio ad un parente, può impiegare molto più tempo. Non servono visti o foto tessere ma solo 10€ e pazienza.

Un camionista ci avverte di usare cautela nella guida: la strada che porta ad Istanbul è molto rovinata e tra buche, camion e lavori in corso la velocità di crociera è molto ridotta, anche per la prudenza richiesta a causa dello stile di guida dei locali.          Istanbul dista circa 250Km dal confine.  Visto il traffico e le direzioni a cui le indicazioni obbligatoriamente conducono, suggeriamo di arrivare sapendo già dove pernottare (garage consigliato).

Noi scegliamo l’hotel The President, un 4stelle da 80€ la doppia e 110€ la tripla (aggiungono solo una branda).

L’ambiente è bello e la posizione ottima, vicino alla Moschea Blu ed al Gran Bazar, ma nonostante il tipo di albergo, la disorganizzazione è tanta.

Nella tarda serata del primo giorno ci sparisce la brandina aggiuntiva senza alcun motivo e il laundry service consegna gli indumenti lavati a me, anziché ai miei amici.

Nel complesso, tutto considerato, accettabile.

La popolazione non è gentilissima e negli acquisti occorre sempre trattare.

Alcuni amici del luogo ci mettono in guardia dai locali in cui bere una semplice birra, può costare centinaia di euro. ATTENZIONE!!! Chiedere sempre il prezzo in anticipo prima di ordinare in posti del genere.

La città è carina, interessante per quanto riguarda moschee e palazzi.

La parte nuova non sembra islamica ed è molto bello camminare nella via principale, sia per i caffè che per la gente.

 

Al ritorno decidiamo di passare da Edirne, dove una lunga e vuota autostrada ci accompagna al confine facendoci evitare il tratto malmesso dell’andata.  Valutare bene la propria autonomia, i benzinai scarseggiano.

Giunti ad Edirne una strada di ciottolato tra alberi e natura verdeggiante ci porta in un piccolo varco di confine dove tutte le prassi burocratiche risultano molto più veloci e sciolte.

Siamo in Grecia nuovamente e già la popolazione ci appare più ospitale.

Da qui è una tirata fino a Salonicco, dove pernottiamo.

Il lungomare ha tanti locali che ricordano la riviera romagnola, quindi merita un passaggio, attenzione alle strade però, anche da asciutte sono sempre scivolosissime.

i "nostri" alle Meteore

Al mattino la partenza è per una serie di mete imperdibili: il monte Olimpo la prima. Osservarlo, maestoso, ancora innevato è uno spettacolo imperdibile, ma la sosta è breve e si prosegue per le Meteore.   Nell'avvicinarsi si mostrano quasi come un disegno in lontananza, tipo quei paesaggi di cartone che ad Hollywood venivano utilizzati come sfondi.  Invece sono veri, enormi, massi tra la pianura e le colline.  Il paese ai loro piedi è Kalambaca, carino ed accogliente.  In alta stagione sicuramente molto turistico.

Una serie di stradine portano alle meteore, dove si possono ammirare i monasteri costruiti sulle sommità.

Il paesaggio è unico e la sensazione che trasmette è rigenerante; non a caso la zona è frequentata da viaggiatori hippy che qui ritrovano, nella meditazione, la propria energia.

 

Decidiamo di assistere qui al tramonto e pernottare in paese.

 

Gole di S.Maria

Al mattino presto il maltempo ci cambia nuovamente i programmi. Anziché trascorrere l’ultimo giorno al mare, andiamo a nord verso Metzovo per poi dirigerci a visitare le famose Gole di S.Maria.

La strada non è breve ma lo splendore che ci si presenta all'arrivo ripaga della fatica.

Abbiamo davanti un canyon colorato di verde, dove precipizi di centinaia e centinaia di metri tolgono il fiato.

La vegetazione è ricca e ogni tanto il verde viene intervallato da alberi dai fiori rosa, che conferiscono un colore insolito alle montagne.

In cima c’è Papingo, un paesino unico dove tutto: strade, mura, pareti e tetti, è composto da pietre.

i tetti delle case di Papingo

E’ immerso tra le montagne e fiancheggiato da un fiume dove è anche possibile praticare rafting.  La cucina qui è ottima

In poco più di centocinquanta chilometri siamo a Igumenitza, percorrendo curve e saliscendi che esaltano anche il più timoroso guidatore.  Queste strade sono però spesso frequentate da tir, attenzione quindi.

Inizialmente, intimoriti dai numerosi cartelli stradali segnalanti autovelox, pensiamo alla presenza di un posto di blocco ad ogni lampeggio da parte delle auto, ma si tratta solo di tanta gente che saluta i bikers.   I velox, ad ogni modo, non mancano.

 

La mitica 850 Parigi Dakar, soprannominata nel viaggio “LA PODEROSA” (dal film "Diario della motocicletta" n.d.r.) per il suo essere spartano, sbalordisce il gruppo nel sostenere ritmi più comuni a moto con vent’anni in meno sulle spalle, prestandosi bene sia nei percorsi di montagna sia in autostrada.

Nulla da dire nemmeno sulla K100, con una’autonomia del tutto rispettabile.   La sua potenza è buona, ma forse il manubrio troppo stretto sacrifica un po’ la posizione di guida.   Qualche annetto di troppo non le impedisce di far sentire ancora la propria voce.

Le due R si differenziano parecchio. pur con un'autonomia analoga, forse leggermente maggiore per la 850.   In autostrada la posizione di guida ed il parabrezza alto dell’850 la rendono più comoda e anche nel misto la  ciclistica è eccellente.  Al contrario la postura più chinata sul manubrio ed il parabrezza piccolo rendono la 1150 maggiormente improntata alla sportività.         

La S viene valutata come sportiva di buone prestazioni e le due borse laterali di identiche dimensioni grazie agli scarichi sottosella, permettono di caricare più bagaglio.  La velocità è tra le più alte del gruppo e nella guida consente gustose pieghe. Il serbatoio non molto capiente le rende l’autonomia inferiore, con una media di 140Km prima di raggiungere la riserva.

                                                                                    

A malincuore torniamo in Patria, ma la passione per le due ruote regolarmente ci fa incontrare, per cui vi invitiamo a seguirci al prossimo viaggio e relativo racconto.  Ciao a tutti.

i protagonisti del viaggio