Sardegna: 1° itinerario

 

 

Iniziamo bene, da Palau a S.Teresa di Gallura è tutto un susseguirsi di rade e calette quali Conca Verde, Valle dell'Erica e La Marmorata (con le omonime isolette che la fronteggiano).

Dopo S.Teresa, paese giovane e frizzante ma di scarso interesse se non fosse per la bella baia di S.ta Reparata e per il promontorio di Capo Testa, collegato alla terraferma da un sottile istmo sabbioso con i suoi imperdibili scogli granitici modellati dal vento e dall'acqua in sagome morbide e al tempo stesso superbe, la strada diviene dritta e veloce fino alla Costa Paradiso, da cui riprende un andamento più sinuoso trasformandosi in un piacevole misto.  Da visitare proprio la Costa Paradiso e successivamente Isola Rossa, il cui nome deriva dall'isola, che sorge di fronte all'abitato, costituita da roccia rosso-arancione come tutta la scogliera circostante.  In posizione prospiciente il mare non va tralasciata la bella Torre Aragonese.

Proseguendo sulla serpeggiante statale si giunge quindi a Castelsardo, da ammirare nella sua particolare collocazione proprio arrivando da est.  Grosso modo all'incrocio fra le SS 200 (percorsa fin’ora) e 134 (che "taglia" verso Perfugas, a sud) si può osservare la roccia dell'elefante, scolpita dagli agenti atmosferici nella forma di un pachiderma. 

Castelsardo è uno dei rari borghi di origine medioevale in Sardegna (XII-XIV° sec.) e sorge in posizione dominante sul mare.  Segnaliamo il ristorante La Guardiola, proprio nel centro storico, dove i piatti valgono per qualità e abbondanza tutto l'elevato costo (davvero stupefacente, per averlo provato in prima persona, il risotto alla marinara).  

L'itinerario procede in direzione di Stintino, 70 insignificanti chilometri che portano però ad una dei luoghi più belli della Regione.  La famosa spiaggia della Pelosa, proprio di fronte all'Asinara, vanta una sabbia bianchissima e un’acqua trasparente, un connubio che dona alla località un aspetto caraibico.  L'isoletta con la torre saracena, raggiungibile via acqua a piedi o con una nuotatina di pochi metri, è un piacevole ulteriore diversivo.

La rotta per il ritorno porta a sfiorare Sassari (seconda città della Sardegna per importanza e dimensioni, che noi tralasciamo ne più ne meno come quasi ogni città) passando dalla superstrada (SS 131) fino all'uscita per Ploaghe.  E' così che, nel valicare lentamente una collina, viene progressivamente a stagliarsi di fronte a noi, dalla punta del campanile pian piano fino alla base, la chiesa della S.S. Trinità di Saccargia, una delle più importanti della Regione.   La costruzione, del XII° sec.,  è "a strisce orizzontali bianche e nere", costituita dall’alternarsi di scura pietra lavica e bianca pietra calcarea e l’approssimarvisi è di sicuro effetto.

Procediamo verso Tempio Pausania, trascurando la rettilinea statale e propendendo per la ben più tortuosa variante costituita dalla SS 127 che attraversa i paesi di Martis, Laerru e Perfugas.  Nei pressi di Laerru, pochi chilometri prima dell'incrocio fra la 127 e la 134, si trova la curiosa "foresta pietrificata".  Senza aspettarsi troppo merita comunque una deviazione per contemplare questi alberi fossili.  Vicino a Perfugas sono invece degni di attenzione, per il contrasto che esprimono, il nuraghe di Sas Ladas con la quasi adiacente chiesa di S.Giorgio (XVI° sec.).

Tempio Pausania è da vedere, non foss'altro che per i numerosi palazzi del centro storico costruiti in granito.   E' in ogni caso una piacevole località e tutta la zona circostante è ricca di sugheri, molto suggestivi dopo lo "scortecciamento".

Di nuovo a Palau due sono le cose da segnalare: la roccia dell'orso, plasmata dagli elementi della natura nella forma di un plantigrado è il simbolo di tutta la zona, ma soprattutto ciò che non lesino a definire come una delle "meraviglie del mondo", ovvero l'arcipelago de La Maddalena. 

A visitarlo ci si chiede se davvero vale la pena andare alle Maldive quando altrettanta bellezza è così vicina a casa nostra.  Le isole di Spargi, Budelli e  S.Maria racchiudono alcune fra le più belle spiagge che mai mi sia stato dato di vedere.  Peccato per la famosa Spiaggia Rosa di Budelli, chiusa al turismo poiché la sabbia è stata "rubata" dai gitanti come ricordo di un luogo magnifico, che però oramai di roseo ha solo il nome.   Da Palau sono numerose le possibilità per visitare l'arcipelago, sia noleggiando gommoni privatamente sia con escursioni in motonavi turistiche (meglio se piccole) della durata di una giornata comprendente il pranzo a bordo a base di pesce.