Turismo in moto

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UN RACCONTO DAL COAST TO COAST 2001

 

 

 

"A tutti coloro che hanno udito cantare una moto e l’hanno considerata come una delle più sconvolgenti melodie;

A tutti coloro che hanno desiderato che sull’istante tutte le auto scomparissero;

A tutti coloro che sanno che la perfezione di una strada è data dalle sue curve, dalle sue pendenze, dai panorami;

A tutti coloro che guardano le moto e le cercano ovunque si trovino…”

 

        Sono affascinato, sono davvero affascinato dal Coast to Coast.

        Le parole con cui si apre la 15° edizione della manifestazione ben rappresentano la passione che negli anni ha contribuito ad accomunare gli animi di tante persone sotto un’unica bandiera: quella del divertimento e del piacere di viaggiare in moto, della solidarietà e al contempo della competizione, sentimento base di quell’adrenalina che sentiamo di quando in quando scorrere dentro di noi e che tanto ci galvanizza, ci entusiasma e ci permette di aggiungere alla vita quel giusto pizzico di sale che ci fa restare sempre giovani.

        Forse non tutti hanno considerato la passione di chi il Coast to Coast lo organizza e lo ha fatto nascere (grazie Davide e grazie Andrea), tenendo le redini di un’organizzazione che sposta ogni anno una cinquantina di persone.  Occorre provvedere ai ristori (quanto abbiamo voluto bene alla famiglia - e alla porchetta - di Alvaro a Ceciliano) prevedere un giaciglio (e sono ben immaginabili le difficoltà di trovare cinquanta posti letto in Versilia ogni terzo fine settimana di luglio) inventandosi anche, come quest’anno, di dormire in un antico Santuario meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, ma non solo: occorre studiare i percorsi, le pause e occorre prendere a cuore ogni sfortunato episodio possa accadere nella “due giorni”, vuoi che siano le cadute di Pietro e Alessandro o la foratura di Mario ( ben supportato nella fatica di trovare una soluzione dall’ottimo meccanico e compagno di squadra Lele).  Insomma, forse non tutti hanno pensato, aprendo la prima pagina del Road Book 2001, di quanta passione fosse intriso quel pezzo di carta che tenevano in mano.

        Il Coast to Coast e la poesia! Forse neppure a questo in molti hanno pensato ma è proprio così.  E’ la poesia che nasce da tutto ciò che viene creato non per interesse ma per amore e che nel nostro caso differenzia un piccolo ritrovo da qualche grande raduno.   E’ la poesia che fa scoprire ogni anno piccoli scorci di un’Italia sconosciuta, come il paesaggio lunare incontrato nel 1993 ai lati del sentiero che dalla Raticosa scende a Dozza, oppure il vicino ed “alieno” Sasso di S.Zenobio, che ho poi avuto occasione di mostrare a più di un amico, fino ad arrivare nel 2001, di scoperta in scoperta, al piccolissimo Borgo di Vertine, una vera perla medioevale di dimensioni microscopiche ornata dalla bella chiesa con facciata Bizantina, persa nel chiantigiano al di fuori delle pur bellissime ma battutissime Greve, Radda e Castellina.   Il Coast to Coast e le risate; anche questa è poesia quando sono frutto di uno stare bene insieme, nonostante per la maggior parte ci si conosca appena.  E la soddisfazione, quella soddisfazione che qualcuno di noi ha potuto saggiare giungendo alla fine di un difficile sterrato imboccato dopo il ristorante a Gàliga e che ha creato non pochi problemi ad alcuni altri (e all’organizzazione), quella speciale soddisfazione, ancora, che puoi provare ammirando un lungo serpentone di moto con la gente che guarda, saluta, lampeggia o semplicemente ti fissa stupita e un po’ invidiosa.

Un lampeggio a tutti.

 

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